Scrittrice del mese: Beatrice Pera e l’esordio incendiario di «Bagliori»
La rubrica Scrittori del mese nasce per seguire le voci che arrivano per la prima volta in libreria, prima che il rumore dei premi e delle classifiche decida per noi chi vale la pena leggere. Questo mese mi soffermo su
Scrittori del mese: Giulio Iovine e «Cartilagine», un esordio nel segno del weird
La rubrica «Scrittori del mese» presenta di solito un autore o un'autrice attraverso un libro che permette di capire come lavora, e questa volta si ferma su un esordio arrivato in libreria da pochissimi giorni. Giulio Iovine ha pubblicato a
Nuove storie: 5 romanzi in uscita a maggio 2026 da tenere d’occhio
Maggio porta in libreria una manciata di titoli che meritano attenzione, in un mese che si gioca buona parte della propria visibilità sull’apertura del Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 14 al 18. La selezione che propongo
Nuove storie: 5 romanzi in uscita ad aprile 2026 che vale la pena leggere
Aprile porta con sé una manciata di titoli che meritano attenzione, e quest'anno la selezione si muove tra il noir di provincia, l'horror domestico, il thriller letterario e la narrativa storica italiana. I cinque romanzi che abbiamo scelto non condividono
Scrittrice del mese: Elisa Del Mese — dalla TV al romanzo con “Diffidare delle cucine pulite”
C'è un tipo di scrittura che si forma lontano dai romanzi: nei corridoi di redazione, nelle stanze dove si costruiscono parole per bocche altrui, nell'ascolto paziente di storie che non appartengono a chi le racconta. Elisa Del Mese ha percorso
Dal contemporaneo all’horror: cambiare registro narrativo
Scrivere romanzi appartenenti a generi diversi richiede più di una semplice variazione tematica. Non si tratta solo di passare da una storia d'amore contemporanea a una casa infestata, ma di ricalibrare l'intero apparato narrativo: il modo in cui si costruisce
Quando le parole restano sul treno delle 7:40
Il treno delle 7:40 è già in ritardo. Ovvio. Trenitalia non delude mai le aspettative al ribasso. Mi appoggio al muro scrostato della sala d’attesa, caffè in mano che ormai sa di cartone bollente, e controllo il telefono. Nessun messaggio
