Scrittori del mese: Giulio Iovine e «Cartilagine», un esordio nel segno del weird

Scrittori del mese: Giulio Iovine e «Cartilagine», un esordio nel segno del weird

La rubrica «Scrittori del mese» presenta di solito un autore o un’autrice attraverso un libro che permette di capire come lavora, e questa volta si ferma su un esordio arrivato in libreria da pochissimi giorni. Giulio Iovine ha pubblicato a maggio 2026, per Accento edizioni, il romanzo Cartilagine, il suo primo libro lungo dopo molti anni di racconti dispersi nelle riviste letterarie italiane. La scelta del titolo interessa per un motivo preciso: la voce che racconta la storia appartiene a una femmina di squalo bianco, e quella premessa, dichiarata senza ambiguità fin dalle prime pagine, regge l’intero romanzo e gli permette di affrontare temi contemporanei da una posizione che la narrativa realistica non può occupare.

Chi è Giulio Iovine

Giulio Iovine è nato a Bologna nel 1987 e dal febbraio del 2021 insegna Papirologia all’Università di Bologna, la disciplina che studia, legge e ricostruisce i testi antichi conservati sui frammenti di papiro. Conviene partire da questo dato biografico, perché lo studioso che lavora sui supporti più fragili e lacunosi della tradizione scritta è anche, da diversi anni, un autore di narrativa breve con una fisionomia riconoscibile. Iovine ha pubblicato circa un centinaio di racconti su riviste letterarie italiane, da «Altri animali» a «Il primo amore», da «Dimensione cosmica» a «Malgrado le mosche», e fa parte del collettivo Spaghetti Writers, una delle realtà che tengono viva in Italia la scrittura di genere al di fuori dei cataloghi maggiori.

La sua produzione si colloca da sempre nell’area del weird, dell’horror e del fantastico, e mostra una costante: tratta questioni contemporanee, spesso questioni che dividono l’opinione comune, affidandole a personaggi non umani. Creature aliene, animali antropomorfi, esseri ibridi, incontri fra specie diverse sono i protagonisti consueti delle sue storie, raccontate con un registro che si muove tra il comico e la satira. Cartilagine raccoglie quella ricerca in una forma lunga e rappresenta il suo esordio nel romanzo; per il 2027 è già annunciata una novella nella collana «Cuspidi» dell’editore Moscabianca, segno di un percorso che prosegue oltre questo primo libro.

«Cartilagine»: uno squalo che racconta in prima persona

Il romanzo è uscito a maggio 2026 per Accento edizioni, casa editrice indipendente fondata a Milano nel 2022, conta 208 pagine ed è arrivato in libreria dopo aver vinto il Premio InediTO – Colline di Torino, il riconoscimento torinese dedicato alle opere ancora inedite. La voce narrante appartiene a Onoria, femmina adulta di Carcharodon carcharias, lo squalo bianco: lunga sei metri e dieci, capace di emergere dall’acqua e di assumere l’aspetto di una donna di mezza età, incinta di sei mesi. Onoria sale sulla terraferma per un’abitudine privata e ossessiva, che consiste nel cercare le persone segnate dalla perdita di qualcuno per un attacco di squalo e nel farsi raccontare nei dettagli quel lutto, perché trova piacere nel vedersi descritta attraverso lo sguardo di chi ha conosciuto la sua opera di predatrice.

A quell’abitudine si aggiunge presto una necessità concreta. Nel mondo del romanzo gli squali abbandonano il mare e si nascondono in forma umana fra gli uomini perché l’ambiente in cui vivevano sta morendo: i ghiacciai si sciolgono, l’acqua si scalda, la pesca industriale sottrae cibo e uccide i loro simili. Onoria si ferma sulla costa ligure e qui incontra Zanardi, chiamato Zanna, un ragazzo giovanissimo che fin dall’infanzia coltiva un’ossessione per gli squali e per i loro attacchi. Tra i due si apre una relazione fortemente sbilanciata, nella quale la donna-squalo comprende che il sesso può funzionare come strumento di manipolazione e decide di servirsene; il romanzo lascia che chi legge riconosca in quella manipolazione una violenza vera, raccontata però da chi la esercita senza disporre delle categorie morali della specie umana.

Il weird come strumento: consenso, mare, metamorfosi

Il punto che rende Cartilagine un esordio degno di attenzione riguarda il modo in cui il dispositivo fantastico viene messo a servizio di un ragionamento, invece di esaurirsi nell’effetto sorpresa. Affidare la narrazione a una predatrice non umana consente al romanzo di osservare il tema del consenso da una posizione inusuale: Onoria si interroga su che cosa significhi consenso, su dove passi il confine tra la cura e la sopraffazione, e lo fa senza condividere le categorie con cui gli esseri umani definiscono quei concetti, perché proviene da un mondo in cui è lei a stare in cima alla catena alimentare e in cui prendere quello che si vuole è la regola. La distanza tra la voce narrante e chi legge diventa così lo spazio in cui il tema viene esaminato.

La parte ecologica del libro segue lo stesso meccanismo. A pronunciare la denuncia sulla condizione dei mari è la predatrice stessa, una creatura che quel mare lo abita, lo conosce e lo vede svuotarsi, e questa provenienza dà alle sue parole un peso diverso da quello di una qualsiasi pagina di narrativa ambientalista. Il romanzo tiene insieme due materie che parrebbero distanti, la relazione tossica fra due individui e la crisi di un intero ecosistema, e le fa reggere dalla stessa voce, costruendo un congegno in cui il privato e il collettivo si illuminano a vicenda.

Sul piano della scrittura, la recensione che il sito CriticaLetteraria ha dedicato al libro descrive una prosa schietta, che chiama le cose con il loro nome e non addolcisce le scene di sesso o di morte; la stessa lettura critica individua nel testo elementi di body horror, una metamorfosi di chiara matrice kafkiana e suggestioni che arrivano dal fumetto e dal manga giapponese, fino al richiamo dichiarato allo Squalo di Steven Spielberg. È un impasto di riferimenti che colloca il romanzo dentro una tradizione del fantastico contemporaneo che in Italia, con un certo ritardo, sta trovando l’attenzione critica e lo spazio editoriale che merita.

Perché «Cartilagine» merita attenzione

Per chi legge e per chi scrive narrativa di genere, l’esordio di Iovine offre un esempio utile di costruzione. Una premessa volutamente assurda, una donna che è in realtà uno squalo, può sostenere un intero romanzo a una condizione, e cioè che venga sviluppata con coerenza interna e che serva un tema riconoscibile, invece di restare un’invenzione fine a sé stessa. È lo stesso principio che regge l’horror italiano contemporaneo, di cui ho scritto in un precedente articolo sul blog, e che ritorna ogni volta che la prima persona viene affidata a una voce difficile, deviata o parziale. Un romanzo italiano recente come Mantide di Cecilia Rita, costruito attorno a una narratrice in prima persona alle prese con il lutto e con il senso di colpa, lavora su un terreno vicino, e ne ho parlato in questa scheda.

Cartilagine si trova nelle librerie da maggio 2026, nel catalogo di Accento edizioni, e ne avevo segnalato l’uscita all’inizio del mese tra le nuove storie di maggio; è un libro che si rivolge a chi non teme una scrittura diretta su sesso, violenza e lutto. Per chi segue da vicino la narrativa di genere italiana e tiene d’occhio gli esordi che provano a fare qualcosa di definito con gli strumenti del fantastico, è uno dei titoli da appuntare di questa primavera, e fa di Giulio Iovine un nome da seguire anche oltre questo primo romanzo.

Riferimenti

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Allison Lister