Allison Lister - Libri - Disposizione dall'alto

Scrivere contemporaneo: cosa significa per me (e perché non è il mio genere finale)

Il contemporaneo non è il genere che mi fa vibrare. Non è quello che mi tiene sveglia la notte con idee che si accavallano, quello che mi spinge a scrivere anche quando sono stanca. Quello sono l’horror, il thriller e la fantascienza, i territori dove voglio davvero andare, dove sento di avere qualcosa da dire che mi appartiene nel profondo.
Eppure sto scrivendo “Tornano tutte, tranne quella giusta“, un romanzo ambientato nella Roma di oggi. Giulia ha trentasei anni, programma per vivere, pratica judo per sfogarsi, beve birra con gli amici e naviga tra relazioni che si annodano e si sciolgono senza mai trovare quella giusta. È contemporaneo puro, senza nessun elemento fantastico, senza case infestate, senza astronavi. Solo Roma, treni in ritardo, Discord, judo.
Perché allora dedicarci così tanto tempo se non è quello che mi appassiona davvero? Perché il contemporaneo è il mio laboratorio. È dove imparo a scrivere prima di affrontare territori più complessi. Quando costruisci una casa infestata o una nave spaziale, puoi nasconderti dietro l’atmosfera soprannaturale o il worldbuilding fantascientifico. Il lettore accetta certe licenze perché il mondo è inventato. Nel contemporaneo invece lavori con materiali che tutti conoscono. Roma esiste, i mezzi pubblici esistono, le conversazioni tra amiche al pub esistono. E proprio perché esistono, ogni dettaglio falso si vede. Ogni dialogo che suona posticcio si sente. Ogni personaggio che non respira viene riconosciuto subito come costruzione artificiale.
Ho imparato questa lezione nel modo più duro con “Fine semestre con delitto”, il mio primo libro pubblicato. L’ho scritto senza esperienza vera, l’ho revisionato troppo poco, l’ho pubblicato quando credevo fosse pronto ma dentro di me sapevo che non lo era completamente. C’erano dialoghi forzati, passaggi deboli, snodi narrativi che potevano funzionare meglio. Alcuni lettori attenti se ne sono accorti. Non tutti, ma quelli che leggono davvero sì. E avevano ragione.
Tornano tutte, tranne quella giusta” viene da lontano. Si chiamava “Ossessione” quando l’ho iniziato al liceo. La versione originale era completamente diversa, completamente sbagliata. I dialoghi suonavano come se li avesse scritti qualcuno che non ha mai davvero parlato con un’altra persona. La Roma che raccontavo era una cartolina turistica. I personaggi secondari erano abbozzati, piatti. Ho dovuto riscrivere tutto. Situazioni, eventi, personaggi, tono. Perché allora cercavo di fare letteratura. Adesso cerco di raccontare vita vera. E la differenza è enorme.

Guarda il video completo

https://youtu.be/o9J7w9cYB3I

I punti chiave del video

1. Il contemporaneo come palestra di scrittura

Non è il genere che mi appassiona di più, ma è quello dove imparo meglio. Dialoghi che funzionano, personaggi che respirano, ritmi che tengono senza artifici. Quando passerò a “La Strega di Willow Creek” o ai progetti di fantascienza, porterò con me tutto quello che sto imparando adesso. Perché anche in un horror i personaggi devono essere veri, anche in una nave spaziale i dialoghi devono suonare autentici.

2. Da “Ossessione” (liceo) a “Tornano tutte” (oggi)

Il progetto ha subito una riscrittura totale. La versione del liceo aveva dialoghi che suonavano come se li avesse scritti qualcuno che non ha mai davvero parlato con un’altra persona. La Roma che raccontavo era una cartolina turistica. I personaggi secondari erano abbozzati. Adesso Giulia, la protagonista, non è più una proiezione idealizzata ma una persona vera con contraddizioni vere: trentasei anni, programmatrice, pratica judo, ha un’ironia tagliente che usa come armatura e un debole per le donne complicate.

3. Le lezioni del contemporaneo

I dettagli microscopici contano più delle grandi scene drammatiche. I dialoghi sono tutto, e devono sembrare trascritti, non costruiti. Il ritmo segue la vita quotidiana senza promesse di shock narrativo. E soprattutto: fidarsi dei silenzi. Non tutto va spiegato. A volte la cosa più potente è mostrare un gesto, un pensiero veloce, e lasciare che il lettore riempia gli spazi vuoti.

4. Il processo concreto: sottrarre, non aggiungere

Con “Fine semestre con delitto” avevo aggiunto, riempito, spiegato. Adesso faccio il contrario. Scrivo molto più di quello che terrò, poi taglio tutto quello che sa di letteratura e tengo solo quello che sa di vita. Registro conversazioni vere per capire come parliamo davvero. E soprattutto mi prendo tempo: “Tornano tutte” esce a febbraio 2026, ma la revisione andrà avanti fino all’ultimo minuto disponibile.

Approfondimenti tecnici

Se ti interessa approfondire le differenze tecniche tra scrivere contemporaneo e horror, ho scritto un post dettagliato su atmosfera, ritmo, linguaggio e costruzione dei personaggi: “Dal contemporaneo all’horror: cambiare registro narrativo”.

Lì troverai l’analisi completa di come cambiano gli strumenti narrativi quando passi da “Tornano tutte, tranne quella giusta” a “La Strega di Willow Creek“. Due progetti opposti, due approcci completamente diversi alla scrittura.

Tornano tutte, tranne quella giusta

Roma, relazioni, disastri ripetuti.

Giulia ha trentasei anni, programma per vivere, pratica judo per sfogarsi e passa le serate tra birre con gli amici e chat che portano sempre nei posti sbagliati. Ha un’ironia tagliente, un debole per le donne complicate e la pessima abitudine di ripetere gli stessi errori aspettandosi risultati diversi.

Tra progetti di videogiochi, allenamenti e relazioni che si annodano e si sciolgono, dovrà decidere cosa vuole davvero.

Il libro sarà disponibile in pre-ordine su Amazon tra qualche settimana.
Uscita: 26 febbraio 2026

👉 https://amzn.to/3ZiFHBW

👉Un frammento dell’atmosfera di “Tornano tutte, tranne quella giusta”: Quando le parole restano sul treno delle 7:40

La tua esperienza

E tu che scrivi, hai un genere “palestra”? Un territorio dove vai a imparare tecniche che poi userai altrove? Oppure ti butti direttamente nel genere che ami, imparando strada facendo?

Raccontamelo nei commenti qui sotto o sul video YouTube. Sono curiosa di sapere come funziona per te.

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