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Salone del Libro di Torino 2026, il venerdì degli indipendenti: lo Strega di Maria Bellonci ritrovato, la quinta Libreria dei self publisher, le sezioni curate

Da ieri a Lingotto Fiere è cominciata la trentottesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. La direttrice Annalena Benini ha scelto come titolo Il mondo salvato dai ragazzini, ripreso da Elsa Morante; il paese ospite è la Grecia, la regione ospite l’Umbria, gli oltre duemila eventi del programma si distribuiscono nei padiglioni 1, 2, 3 e Oval e al Centro Congressi, su circa 147.000 metri quadrati. Per chi pubblica fuori dai grandi gruppi, o per chi semplicemente legge fuori dai grandi gruppi, il secondo giorno della fiera, oggi venerdì 15 maggio, è quello in cui le strutture portanti della manifestazione cominciano a mostrarsi: la sezione Romanzo curata da Alessandro Piperno, la sezione Editoria curata da Teresa Cremisi, gli incontri sul Premio Strega negli ottant’anni del riconoscimento, e — soprattutto, per chi scrive queste pagine — la quinta edizione della Libreria dei self publisher in Padiglione 2, stand F118-G117.

Il Premio Strega di Maria Bellonci, ritrovato in Sala Oro

L’evento più simbolico del venerdì, almeno per chi guarda alle radici dell’editoria italiana, è alle dodici in Sala Oro: la nuova edizione de Il Premio Strega di Maria Bellonci, ripubblicato da Mondadori con una nuova prefazione di Giovanni Solimine e una postfazione di Ernesto Ferrero, viene presentata da Alessandro Barbero, Melania G. Mazzucco e dallo stesso Solimine, presidente della Fondazione Bellonci. Barbero e Mazzucco hanno vinto lo Strega rispettivamente nel 1996 e nel 2003 — un dato che la cronaca dell’edizione ha rilanciato in questi giorni, come ricorda libreriamo.it — e dialogheranno sul modo in cui un premio nato in una casa privata dei Bellonci abbia plasmato il romanzo italiano del dopoguerra, da Pavese a Morante, da Bassani a Pomilio, da Magris a Veronesi. L’incontro si tiene mentre la dozzina dell’ottantesima edizione, annunciata il primo aprile, si avvia alla riduzione in cinquina del 3 giugno 2026, in vista della finale di Roma dell’8 luglio.

A margine, il Salone ospita altre due tappe dell’universo Strega: la cinquina del Premio Strega Poesia si svela sabato 16 al Lingotto, mentre la consegna del Premio Strega Europeo è prevista per domenica 17 alle 18:30 al Circolo dei lettori, come specifica la pagina ufficiale del premio. Tutto, in cinque giorni, dentro la stessa fiera.

La Libreria dei self publisher al quinto anno: i numeri, i criteri, la collocazione

La novità più adulta del Salone 2026, per chi pubblica in proprio, non sta in un singolo evento ma nello spazio fisico in cui le opere autopubblicate vengono esposte, valutate e vendute. La Libreria dei self publisher arriva alla quinta edizione, occupa il Padiglione 2 (stand F118-G117) ed è aperta — come l’intera fiera — dalle 10 alle 21. Quest’anno ospita 350 autrici e autori selezionati, contro i 250 dell’edizione 2025, e mantiene il modello che il Salone ha messo a punto dopo il 2022: candidatura a 50 euro più IVA, valutazione affidata a editor professionisti, scheda di valutazione restituita anche a chi non passa la selezione, quota di partecipazione di 220 euro più IVA per chi è presente in fiera (con due pass espositori inclusi) oppure 90 euro più IVA per la sola esposizione gestita dal personale del Salone.

Sull’efficacia di questa formula vale la pena fermarsi sui dati che il Salone stesso pubblica per l’edizione 2025: 384 titoli esposti, 7.501 volumi complessivi, oltre 3.000 copie vendute in cinque giorni, +220% di incassi rispetto alla 2024, 26 video-interviste prodotte e 15 incontri dedicati all’autopubblicazione. Sono numeri che possono sembrare poca cosa se confrontati con i grandi flussi del Lingotto, e che raccontano però un’altra storia se letti come storia di nicchia: una libreria pop-up gestita dal personale della fiera, senza commissione trattenuta, con rendicontazione completa e accredito diretto agli autori al termine della manifestazione.

La novità del 2026 sono i collettivi di autrici e autori, ammessi per la prima volta a uno stand autonomo previa selezione: condizione necessaria è l’attività documentabile da almeno due anni e la condivisione di una linea editoriale (per esempio collettivi romance, fantasy, weird, queer). Per chi lavora in scrittura LGBTQ+, horror, sci-fi indie — i territori in cui la collana che cura questo blog si è mossa fin dall’inizio — è il primo segnale che il Salone riconosce le forme organizzate di autori indipendenti come interlocutori espositivi a pieno titolo, e non più soltanto come singole opere da impaginare insieme.

Una mappa di questa traiettoria, a margine, l’ho già provata a tracciare nell’articolo del 20 aprile sull’evoluzione del self-publishing italiano fra 2021 e 2026; quanto agli aspetti operativi del Salone visto dalla parte di chi pubblica fuori dai grandi gruppi, l’anteprima del 2 maggio raccoglie le coordinate principali, dalla mappa dei padiglioni alle scadenze rimaste aperte.

La sezione Romanzo di Piperno e quella Editoria di Cremisi: due assi che si incrociano

Nella ridefinizione delle nove sezioni curate, la più rilevante per chi scrive narrativa lunga è la sezione Romanzo affidata ad Alessandro Piperno, che riflette — secondo la sintesi del Salone — sulla vitalità e sulla complessità del genere romanzo, capace di adattarsi al proprio tempo e di interrogare la condizione umana. Piperno cura in particolare il format Cosa leggono le scrittrici / Cosa leggono gli scrittori: una serie di dialoghi a porta aperta in cui autrici e autori italiani raccontano quattro libri che amano, non sempre i propri. Un dispositivo simile a quello che Barbero usa al Centro Congressi alle 15, sempre oggi, sui quattro libri che ama.

La sezione Editoria curata da Teresa Cremisi — già direttrice di Garzanti, Gallimard e Flammarion, dialogante con la storia di Adelphi — affianca al programma per professionisti un percorso che attraversa la propria carriera editoriale insieme ai più giovani del Bookstock. Per chi si occupa di self publishing è una traccia parallela utile: alcuni dei panel cantonali del comparto (per esempio l’incontro «Il self publishing cambia passo e arriva in libreria», con Daniela Borghi e Sabrina Perrero, in Sala Cobalto di Padiglione 2) sono organizzati con realtà come Passione Scrittore, ma non si tengono oggi: l’appuntamento è per sabato 16 alle 17:30, da segnare in agenda per chi resta al Salone l’intero fine settimana.

Le altre cose che si possono fare oggi al Salone

Per chi vuole un percorso ragionato della sola giornata di venerdì, le coordinate principali — incrociate sulla pagina del Post dedicata al Salone, su mentelocale e sulle pagine ufficiali del Salone — passano da almeno cinque sale. Alle 10:45 Francesco Costa, Marco Cartasegna, Livia Viganò e Francesco Zaffarano discutono di giornalismo e social network. Alle 11 Luca Sofri è ospite dello spazio di Internazionale con Giovanni De Mauro per Il mestiere di informare. Alle 12 il blocco Strega in Sala Oro, mentre nello spazio Iperborea (K51) Sofri firma copie di Playlist e dei libri di Altrecose; alle 12:45 in Sala Viola Ilaria Capua presenta Non mollate. Manuale di resistenza per l’affermazione del talento femminile. Nel pomeriggio, alle 14, sempre Costa dialoga con Monica Maggioni di informazione come servizio pubblico; alle 15 Luciana Littizzetto è in Sala Oro con Orietta Berti e Mara Maionchi. La sera, alle 18, l’agenda si triplica: Matteo Caccia racconta il suo videopodcast Echo per Sky, Federico Ruffo dialoga con Massimo Lugli a partire da Mare Nero, Littizzetto torna in Sala Oro con Linus e Nicola Savino.

Una nota tecnica per chi arriva oggi: al Lingotto si entra in metro alle stazioni Lingotto o Bengasi, ai tornelli si può pagare anche con la carta di credito senza passare dalle macchinette; l’orario di apertura è 10-21, gli eventi prenotabili si gestiscono dal proprio account SalTo+ in salonelibro.it.

Cosa cerco, e cosa consiglio di cercare

Personalmente, alla seconda giornata del Salone vado a fermarmi soprattutto due volte: in Padiglione 2 nella Libreria dei self publisher (lo stand F118-G117 ospita anche un’area servizi per autori, con agenzie letterarie, editor freelance, start-up del settore), e in Padiglione 1 nel nuovo Spazio Self Comics, dove autori e collettivi del fumetto autoprodotto disegnano dal vivo dalle 11 alle 18 e tengono incontri sperimentali in un’area pensata per far incontrare gli autori con il pubblico. È il segnale, mi pare, che il Salone — proprio negli anni in cui i grandi gruppi tendono ad ampliare la pressione sui calendari di uscita — ha scelto di tenere uno spazio dedicato a chi pubblica senza una macchina industriale alle spalle: un riconoscimento operativo, con una sua portata anche simbolica.

Ai colleghi e alle colleghe che pubblicano in proprio, e non sono nella Libreria di quest’anno, segnalo intanto due cose: la mailing list dedicata del Salone per ricevere gli aggiornamenti sull’edizione 2027 si trova sulla pagina ufficiale dei self publisher, e la candidatura per il 2027 si aprirà secondo lo schema consueto a inizio autunno. Sulle prossime tappe del calendario editoriale (uscite di maggio, recensioni in lavorazione) torno lunedì.

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Allison Lister