
Salone del Libro di Torino 2026, la giornata di chiusura: lo Strega Poesia trova la cinquina al Lingotto, lo Strega Europeo va a Leila Guerriero
Il Lingotto chiude oggi i cancelli della trentottesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, durata dal 14 al 18 maggio sotto la direzione di Annalena Benini e il titolo Il mondo salvato dai ragazzini, ripreso dal romanzo in versi di Elsa Morante. I numeri definitivi della fiera arriveranno solo a serata inoltrata, dopo gli ultimi conteggi sui tornelli del padiglione 2 e sul giallo della Reggia di Venaria che da quattro giorni accoglie i bus delle scuole; quelli parziali, però, raccontano già una direzione. Il giovedì inaugurale ha superato i quarantamila ingressi in un solo giorno, un dato che la stessa direzione del Salone ha incrociato in conferenza con un incremento del venti per cento sulla giornata equivalente del 2025, anno in cui la fiera aveva chiuso con 231.000 presenze, 2.647 eventi ufficiali e 977 spazi espositivi. La Sala Oro, dove sabato si è tenuto il blocco dedicato agli ottant’anni del Premio Strega, ha registrato il tutto esaurito per la quasi totalità degli incontri.
Vale la pena, in giornata di bilanci, fissare due eventi che hanno scelto proprio il fine settimana del Lingotto per affidare i propri verdetti alla geografia della fiera: la cinquina del Premio Strega Poesia 2026, annunciata sabato 16 in uno degli spazi laterali del padiglione 3, e la tredicesima edizione del Premio Strega Europeo, assegnata domenica 17 al Circolo dei lettori in via Bogino. A questi si aggancia una nota lunga sulla Libreria dei self publisher, alla sua quinta edizione, di cui qui sul blog ho già scritto sia nell’anteprima del 2 maggio sia nel pezzo di venerdì sulla giornata degli indipendenti.
La cinquina dello Strega Poesia
L’annuncio è arrivato sabato 16 maggio, condotto da Laura Pugno per conto del Comitato scientifico del premio. La rosa parte dai 138 libri candidati che la dozzina aveva ridotto in primavera a dodici titoli; la cinquina, selezionata dallo stesso comitato, comprende cinque voci che disegnano una mappa volutamente larga della poesia italiana di questi mesi. La pubblica, in versione integrale, il sito ufficiale del premio, rilanciata dalle agenzie nazionali (ne ha dato conto l’ANSA e ne ha scritto ilLibraio.it la sera stessa).
I cinque libri arrivati in finale sono:
- Carmen Gallo, Procne Machine (Einaudi)
- Federico Italiano, Godzilla e altre poesie (Guanda)
- Isabella Leardini, Maniere nere (Mondadori)
- Fabrizio Lombardo, La linea spezzata (Donzelli)
- Vincenzo Ostuni, Faldone (Il Saggiatore)
Il Comitato scientifico, composto da Maria Grazia Calandrone, Andrea Cortellessa, Mario Desiati, Roberto Galaverni, Vivian Lamarque, Patricia Peterle, Stefano Petrocchi, Laura Pugno, Antonio Riccardi e Gian Mario Villalta, ha incrociato voci diverse per generazione e per editore: convivono in cinquina due grandi marchi generalisti (Einaudi e Mondadori), un editore di catalogo letterario come Guanda e due case che alla poesia hanno costruito una linea editoriale precisa (Donzelli e Il Saggiatore). La proclamazione del libro vincitore è fissata al 13 ottobre 2026, presso la Casa dell’Architettura nel complesso monumentale dell’Acquario Romano di Roma.
Per chi scrive versi e prova a farsi leggere, la geografia di questa rosa dice un paio di cose concrete. La prima è che le grandi case continuano a pubblicare poesia contemporanea con una certa convinzione, dato non scontato se si guarda alle pagine di catalogo dedicate alla narrativa nelle stesse sigle. La seconda è che il filtro del Comitato scientifico ha tenuto in equilibrio nomi della media generazione (Italiano, Leardini, Ostuni) con una voce, quella di Carmen Gallo, che lavora da anni sul confine fra poesia e meccanica del linguaggio. La cinquina, in altre parole, suggerisce ai poeti italiani di leggere il proprio mercato con qualche margine di apertura: dentro lo Strega Poesia si entra ancora da editori molto diversi fra loro.
Lo Strega Europeo a Leila Guerriero
Domenica 17 maggio, alle 18:30 nella Sala Grande del Circolo dei lettori di via Bogino a Torino, la giuria del Premio Strega Europeo — composta dai trenta vincitori e finalisti delle ultime edizioni del Premio Strega — ha assegnato la tredicesima edizione del premio a Leila Guerriero per il libro La chiamata. Storia di una donna argentina (SUR, 2025), come ha riferito ANSA dalla sala e ha confermato il sito del premio. Guerriero ha raccolto sedici voti, distaccando con un certo margine gli altri quattro finalisti della cinquina annunciata il primo aprile.
Il dato che vale la pena tenere a mente, soprattutto per chi lavora ai margini dell’editoria, è il secondo riconoscimento della serata: lo Strega Europeo è andato anche alla traduttrice del libro, Maria Nicola, secondo una scelta che il premio rivendica da anni come segnale del peso della traduzione nel dialogo culturale. La menzione esplicita del nome della traduttrice nei comunicati ufficiali, accanto al nome dell’autrice, è una decisione editoriale precisa, che restituisce visibilità a una figura quasi sempre confinata in colofone.
La chiamata è un libro di non-fiction narrativa. Guerriero, giornalista argentina, ha lavorato oltre due anni intervistando Silvia Labayru, ragazza ventenne nel 1976, rapita, torturata, ridotta in schiavitù e costretta a partorire la prima figlia in una stanza del centro di detenzione clandestino dove era rinchiusa, ai tempi della dittatura di Videla. Il titolo si riferisce alla telefonata al padre che, una mattina di marzo del 1977, le salvò la vita. Il volume, uscito in Italia il 9 aprile 2025 per SUR nella collana omonima, conta 456 pagine ed è stato tradotto da Maria Nicola; la versione spagnola, edita da Anagrama, ha venduto oltre cinquantamila copie ed è stata indicata da El País come miglior libro del 2024.
L’editore SUR, fondato a Roma da Marco Cassini, è da anni uno dei pochi marchi italiani a tenere una linea coerente sulla narrativa latinoamericana contemporanea: il fatto che lo Strega Europeo, premio nato come ponte fra letterature, abbia scelto un loro titolo è un riconoscimento che entra in catalogo prima ancora che in vetrina. Per il pubblico italiano, il libro di Guerriero diventa così un’occasione di lettura su una stagione della storia argentina che la narrativa italiana ha frequentato di rado, salvo le pagine recenti di chi, da Bolaño in poi, ha lavorato sulle dittature del Cono Sud.
La coda del Salone: Libreria dei self publisher e Self Comics
I conteggi definitivi della Libreria dei self publisher 2026 saranno comunicati nei prossimi giorni dalla pagina ufficiale di salonelibro.it; il dato di partenza, confermato in conferenza stampa il 14 maggio, è di 350 autrici e autori coinvolti nella quinta edizione, contro i 250 dell’anno scorso. Per memoria, l’edizione 2025 si era chiusa con 384 titoli a scaffale, 7.501 volumi sul banco, oltre 3.000 venduti, un +220% di incassi sul 2024, 26 video prodotti dall’area e 15 incontri. La fila al banco F118-G117 del padiglione 2, nelle ultime ore di domenica, lasciava intendere che le cifre di chiusura non saranno lontane da quelle dell’anno passato.
A questo si è aggiunta l’apertura di Self Comics, nuova area dedicata al fumetto indipendente e all’autoproduzione, ospitata in Padiglione 1 e curata da Vittori, Martoz e Grifone: bookshop dedicato, postazione firmacopie e un’area attività con live drawing, laboratori e incontri sperimentali. Una scelta che ha colpito la stampa specializzata, perché segna l’ingresso ufficiale del fumetto autoprodotto nella mappa del Salone, fino a oggi territorio quasi esclusivo di BilBOlbul, Lucca Comics e dei festival regionali.
Cosa si porta a casa chi scrive
Il quadro che resta sulla scrivania, lunedì sera, è ragionevolmente chiaro. La XXXVIII edizione del Salone ha confermato il trend di crescita sulla giornata-traino del giovedì, ha aperto due nuovi spazi (Self Comics in Padiglione 1, l’allargamento della Libreria dei self publisher a 350 autori) e ha ospitato due verdetti che il Premio Strega ha scelto di consegnare proprio a Torino: una cinquina di poesia che premia generazioni e marchi diversi, un riconoscimento internazionale che porta in cima alla classifica un libro di non-fiction sudamericana e, accanto, la firma della sua traduttrice italiana.
Per chi scrive da indipendente, le tre voci tengono insieme un messaggio operativo. La poesia continua a trovare posto nei grandi cataloghi, la traduzione torna ad essere riconosciuta come lavoro autoriale e l’autoproduzione trova spazi che fino a tre anni fa al Lingotto erano testimoniali. Vale la pena tenerne traccia in vista della cinquina del Premio Strega 2026 (in calendario il 3 giugno) e della finale di Roma dell’8 luglio, sulla quale tornerò nei prossimi post di questa rubrica. Sulle prossime uscite italiane, intanto, resta in scaffale il pezzo del 4 maggio sui cinque romanzi in uscita a maggio 2026.
Per chi volesse seguire da vicino la mia attività editoriale italiana, alla pagina itamde.com trovate il catalogo aggiornato; sulla parte francofona di Subwaypress, le novità sono in fr.subwaypress.com.
