Palazzo storico romano di sera, immagine di apertura sulla finale del Premio Strega in Campidoglio

Premio Strega 2026: mercoledì 8 luglio la finale in Campidoglio

Mercoledì 8 luglio 2026, in Piazza del Campidoglio a Roma, si chiude l’ottantesima edizione del Premio Strega. La serata, in diretta su Rai 3 e in streaming su RaiPlay in prima serata, porta al voto conclusivo i sei libri della sestina e assegna il riconoscimento più seguito dell’editoria italiana, quello che da ottant’anni orienta le vendite dell’estate e le discussioni dei mesi successivi. Chi ha seguito la corsa fin dalla dozzina troverà pochi ribaltamenti nella griglia di partenza; chi arriva adesso ha comunque il tempo di leggere almeno uno dei finalisti prima della proclamazione.

Dove, quando, come seguirla

La cerimonia si tiene in Piazza del Campidoglio, cornice che la Fondazione Bellonci e la Strega Alberti Benevento hanno scelto per l’anniversario tondo dell’ottantesima edizione, con la proclamazione del vincitore attesa entro la mezzanotte. Quest’anno la finale esce dai confini del cortile monumentale e si allarga alla città: la fase conclusiva della serata viene proiettata in contemporanea su maxischermi alla Casa del Cinema, all’Arena di Corviale, all’Arena del Parco degli Acquedotti e al Macro, il Museo di Arte Contemporanea di Roma, tutte a ingresso libero. La scelta sposta il rito dal salotto televisivo agli spazi pubblici dei quartieri, e prova a restituire alla premiazione la dimensione collettiva che le compete.

A decidere è una platea che nel 2026 arriva a ottocento aventi diritto. Accanto ai quattrocentosessanta Amici della Domenica, lo storico nucleo di giurati che accompagna il premio dalle origini, votano duecentoquarantacinque lettori dall’estero selezionati da trentacinque Istituti Italiani di Cultura, sessantacinque lettori forti che cambiano di anno in anno e trenta voti collettivi espressi da biblioteche, scuole, università e gruppi di lettura. È un corpo elettorale che negli ultimi anni si è ampliato con l’intento dichiarato di attenuare il peso delle appartenenze editoriali, tema ricorrente in ogni cronaca del premio.

L’ottantesima edizione carica la serata di un valore simbolico ulteriore. Il premio nasce nel 1947 dall’iniziativa di Maria e Goffredo Bellonci insieme al produttore di liquori Guido Alberti, e la prima edizione andò a Ennio Flaiano con Tempo di uccidere. Da allora l’albo d’oro attraversa buona parte del Novecento e degli anni Duemila italiani, da Pavese a Morante, da Bassani a Eco, e ogni proclamazione si porta dietro il confronto, esplicito o sottinteso, con quella storia. Arrivare in finale, per un autore, significa entrare in una genealogia prima ancora che in una classifica.

I sei libri in gara

La sestina uscita dalla votazione del 3 giugno vede in testa Michele Mari con I convitati di pietra (Einaudi), che ha raccolto duecentottanta voti e si presenta al Campidoglio nel ruolo di favorito, confermato anche dal Premio Strega Giovani, assegnato dalle giurie studentesche allo stesso titolo. Alle sue spalle Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), duecentoquarantadue voti, e Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani), centonovantacinque, autrice che il grande pubblico associa da decenni alla narrativa per ragazzi e che qui gioca la carta del romanzo storico.

Completano il gruppo Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), centottantaquattro voti, Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), centosettanta, ed Elena Rui con Vedove di Camus, pubblicato da L’orma editore. Proprio quest’ultimo caso vale una riflessione a parte: la presenza in finale di un titolo uscito per una casa indipendente, tra sigle che dominano le classifiche generaliste, ricorda quanto conti il lavoro editoriale dei cataloghi più piccoli, gli stessi che in Italia e in Francia tengono in vita interi filoni di narrativa. È lo stesso terreno su cui si muovono realtà come Subway Press, dove la selezione dei testi precede qualunque calcolo di mercato.

Cosa aspettarsi dalla serata

Il distacco accumulato da Mari nella votazione di giugno lascia prevedere una conferma, ma la meccanica del premio ha già smentito più di un pronostico costruito sui numeri della sestina, perché nel voto finale rientrano equilibri, cambi di preferenza e la seconda scelta di chi vede uscire il proprio candidato. Le insidie più concrete restano quelle di Nucci e Pitzorno, i due titoli che nelle settimane dello Strega Tour hanno raccolto il consenso più ampio fuori dalla cerchia dei giurati storici. Per chi legge, la partita ha comunque un esito garantito, perché la sestina 2026 mette in fila un romanzo gotico e ferocemente letterario, un dialogo filosofico travestito da storia sentimentale, un affresco storico, due prove d’autore molto riconoscibili e la sorpresa di una casa indipendente.

Chi volesse ricostruire la corsa dall’inizio, con i punteggi della cinquina e i profili dei candidati, trova il quadro completo nell’approfondimento sulla sestina finalista già pubblicato qui sul blog; per orientarsi tra le uscite dei prossimi mesi resta utile la nostra selezione di nuove storie per l’estate 2026. La diretta della finale, con l’elenco aggiornato degli appuntamenti collegati, è consultabile sul sito ufficiale del Premio Strega.

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Allison Lister