Una pila di libri su un tavolo, immagine di apertura sul vincitore del Premio Strega 2026

Premio Strega 2026: Michele Mari vince con «I convitati di pietra»

La finale dell’ottantesima edizione del Premio Strega, ospitata per la prima volta in Piazza del Campidoglio a Roma la sera di mercoledì 8 luglio 2026, si è chiusa con la vittoria di Michele Mari, che si è imposto con il romanzo I convitati di pietra (Einaudi) raccogliendo 190 voti. Il risultato conferma quanto lasciavano intuire i passaggi precedenti del percorso, dalla dozzina alla sestina fino al Premio Strega Giovani assegnato allo stesso titolo lo scorso maggio, e colloca lo scrittore milanese, dato tra i favoriti sin dalle prime votazioni, al vertice di un’edizione che ha alternato momenti letterari e code polemiche lungo il tour estivo. La serata era attesa, come avevamo raccontato nell’anteprima dedicata alla finale in Campidoglio.

La serata e il voto in Campidoglio

A presiedere il seggio della serata conclusiva è stato Andrea Bajani, vincitore dell’edizione precedente, mentre in platea, tra scrittori, editori e addetti ai lavori, sedeva anche il Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Sui 800 aventi diritto hanno espresso la propria preferenza 643 giurati: gli Amici della domenica, i votanti selezionati all’estero da 35 Istituti Italiani di Cultura nel mondo, i sessantacinque lettori forti scelti nel mondo delle professioni e i trenta voti collettivi delle scuole, delle università e dei circoli di lettura delle Biblioteche di Roma. Alle spalle di Mari si è collocato Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), secondo con 152 voti, seguito da Bianca Pitzorno, terza con La sonnambula (Bompiani) e 84 preferenze. Completano la classifica Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi, 78 voti), Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori, 75 voti) ed Elena Rui, in gara per la casa editrice indipendente L’orma con Vedove di Camus (64 voti). La scelta del Campidoglio, in luogo del consueto Ninfeo di Villa Giulia, ha dato alla serata una cornice istituzionale che ha voluto sottolineare l’ottantesimo anniversario del riconoscimento, nato nel 1947 per iniziativa di Maria e Goffredo Bellonci.

«I convitati di pietra», il romanzo vincitore

Proposto al premio da Vittorio Lingiardi e pubblicato da Einaudi nella collana Supercoralli, I convitati di pietra mette in scena un gruppo di ex compagni di un liceo milanese che, dopo l’esame di maturità, stringono un patto destinato a legarli per la vita: ritrovarsi ogni anno a cena e affidare al passare del tempo una lunga partita fondata sulla progressiva scomparsa dei commensali, con una posta in denaro a chi resta. Nelle cene periodiche riaffiorano rivalità, ambizioni, amori taciuti e rancori mai sciolti, mentre la morte entra a poco a poco tra i personaggi come presenza fissa. La critica ha descritto il libro come un racconto grottesco governato da un ritmo incalzante e ossessivo, e il titolo, che rimanda al convitato di pietra del mito di Don Giovanni, tiene insieme la vena macabra e quella ironica che attraversa la scrittura dell’autore. Si tratta del primo romanzo di Mari candidato allo Strega e del suo primo trionfo al premio, arrivato dopo il riconoscimento dei giovani lettori. Chi volesse leggerlo può trovarlo in libreria e nelle principali piattaforme, oltre che nella scheda ufficiale sul sito del Premio Strega.

Chi è Michele Mari

Nato a Milano il 26 dicembre 1955, figlio del designer Enzo Mari (1932-2020) e della disegnatrice e scrittrice Iela Mari (pseudonimo di Gabriela Ferrario, 1931-2014), Michele Mari ha insegnato Letteratura italiana all’Università Statale di Milano fino all’anno accademico 2019-2020, affiancando alla scrittura una lunga attività di traduttore: sue sono le versioni italiane di opere di Stevenson, Wells, Crane, London, Orwell, Steinbeck e Gombrowicz. La sua bibliografia, costruita nell’arco di decenni, comprende titoli entrati nella memoria dei lettori come Cento poesie d’amore a Ladyhawke (Einaudi, 2007), Rosso Floyd (Einaudi, 2010) e Leggenda privata (Einaudi, 2017), fino al più recente Locus desperatus (Einaudi, 2024), già finalista al Premio Campiello. La vittoria arriva dunque a coronamento di un percorso riconosciuto da tempo dalla critica, e per l’autore rappresenta il passaggio dallo statuto di scrittore di culto a quello di nome consacrato dal premio più seguito dell’editoria italiana.

Dopo la premiazione

Con la vittoria in Campidoglio si apre per Mari la parte estiva dello Strega Tour, che porta il vincitore da Lonato del Garda l’11 luglio fino agli appuntamenti di fine estate, passando per festival e rassegne in tutta Italia. Per chi voglia continuare a orientarsi tra le uscite della stagione, resta utile la nostra selezione di nuove storie per l’estate 2026, mentre il quadro completo dei nomi in gara e dei voti raccolti lungo il cammino è ricostruito nel pezzo dedicato alla sestina finalista. L’ottantesima edizione, con la presenza nella sestina di una realtà indipendente come L’orma accanto ai grandi gruppi, conferma quanto anche l’editoria di ricerca continui a contare nel panorama dei premi, un terreno che seguiamo da vicino anche nel lavoro editoriale di Subway Press.

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Allison Lister