Lettura all’aperto d’estate con un libro aperto su una coperta

Nuove storie: le uscite dell’estate 2026 da portare con sé

Ci sono settimane, nel calendario editoriale, in cui le novità si accumulano sui banconi delle librerie più in fretta di quanto un lettore riesca a tenere il passo, e la fine di giugno è una di queste: tra l’attesa per la finale del Premio Strega 2026, fissata per l’8 luglio in Campidoglio, e le rese dei conti dei grandi cataloghi prima della pausa estiva, gli scaffali si riempiono di titoli che meritano di essere scelti con un minimo di metodo. Quella che segue è una selezione ragionata, costruita su uscite verificate e già disponibili o in arrivo nelle prossime settimane, pensata per chi vuole portare con sé qualcosa di solido durante i mesi più lenti dell’anno.

La narrativa italiana che racconta le donne

Tra le uscite più attese dell’annata c’è il ritorno di Francesca Giannone, la scrittrice salentina che con La portalettere e Domani, domani aveva conquistato un pubblico vastissimo. Il suo nuovo romanzo, Gli anni in bianco e nero (Nord), segue le quattro sorelle Elia nel Salento degli anni Sessanta, mentre intorno a loro si accendono le lotte operaie, le occupazioni studentesche e i primi gruppi femministi. Dentro le mura di casa, però, si combatte una rivoluzione più silenziosa: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui si rifugia Ada, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini della più giovane, Mimì, che filma tutto con l’ostinazione di chi insegue la verità delle cose prima ancora della loro bellezza. È un romanzo corale che lavora sul rapporto tra emancipazione collettiva e desiderio individuale, un terreno che le lettrici di narrativa italiana contemporanea conoscono bene e che qui trova una scrittura controllata e affettuosa.

Resta nel territorio italiano anche Ilaria Tuti, la scrittrice friulana che molti associano al personaggio di Teresa Battaglia: con Ed è un poco la notte e un poco l’alba (Longanesi) si allontana dal poliziesco per raccontare l’incontro tra due popoli destinati a sottomettere e a soccombere, e che invece finiscono per conoscersi, lungo quella terra di confine che è la Carnia. Al centro c’è Serafina, una donna che ha sempre vissuto all’ombra e che decide di farsi luce per trovare la propria alba; il romanzo conferma la vocazione di Tuti per le storie ambientate ai margini della Storia ufficiale, dove la geografia montana diventa parte integrante del racconto.

Voci internazionali e ritorni d’autore

Chi cerca un titolo più sperimentale troverà pane per i propri denti in László Krasznahorkai, insignito del Premio Nobel per la Letteratura 2025. Lo scrittore ungherese torna con La sicurezza della nazione ungherese (Bompiani), in cui un uomo chiede aiuto a un entomologo specializzato nello studio delle farfalle per capire «perché la vita vuole vivere»; lo studioso non sa offrire una risposta precisa, eppure dal dialogo nasce un’insolita amicizia. Per i lettori italiani è l’occasione di avvicinarsi a una scrittura tra le più rigorose e ipnotiche del panorama europeo, fatta di periodi lunghissimi e di una sintassi che mette alla prova chi legge e lo ricompensa.

Sul versante dei classici, Adelphi prosegue la pubblicazione dell’opera di Georges Simenon portando in libreria per la prima volta Domenica (traduzione di Daniela Salomoni, dal 9 giugno), un racconto scritto nell’estate del 1958 e ambientato in Costa Azzurra. Émile, sposato con una donna che gli impedisce di vivere a modo suo e da tempo impegnato in una relazione viscerale con la domestica, è giunto alle mosse finali di una partita che va avanti da anni: il “padre” di Maigret abbandona qui l’indagine poliziesca per scendere dritto nella psiche di un uomo qualunque, con quella precisione clinica che ha reso il suo nome sinonimo di romanzo psicologico.

La forma breve e il racconto d’autore

L’estate è la stagione ideale per la forma breve, e due raccolte di peso si contendono l’attenzione. La prima è Caducità. Tutti i racconti (La nave di Teseo) di Sandro Veronesi, due volte Premio Strega con Caos calmo e Il colibrì: trentadue testi, alcuni inediti, che affrontano gli affetti familiari, le perdite, le sfumature dell’amore, lo sport e la musica, e che l’autore stesso lega tra loro come i capitoli di un romanzo unico. La seconda è È scritto. Narrazioni di destini (Bollati Boringhieri) di Hans Tuzzi, lo scrittore e critico noto per i gialli con protagonista il commissario Norberto Melis, che raccoglie qui storie vere in cui si riconosce, secondo le sue parole, «l’ala del destino». Sono due modi opposti di intendere il racconto, l’uno autobiografico e musicale, l’altro costruito sul caso e sulla coincidenza, e insieme offrono una piccola mappa delle possibilità della forma breve italiana di oggi.

Quando la vita diventa pagina

Chiudono questa rassegna due libri che lavorano sul confine tra esperienza e scrittura. Concita De Gregorio, storica firma del giornalismo italiano, torna con La cura (Einaudi Stile Libero): la storia di una donna che, durante un giorno d’agosto, si prepara a stare via per un po’ e lascia ai figli una lettera di istruzioni perché possano trovare anche in sua assenza le cose che non trovano mai. Le pagine compongono la testimonianza esatta che nessuno si salva da solo, al di là di qualunque diario clinico, e a risuonarvi sono le voci degli altri, in un libro che tiene insieme l’urgenza dell’addio e la concretezza dei gesti domestici.

Più radicale nel suo impianto è Arkansas. Storia di mia figlia di Chiara Tagliaferri, già autrice di Morgana insieme a Michela Murgia: un memoir che parte da una diagnosi di menopausa precoce e da un amore capace di far immaginare il futuro, per raccontare un’odissea lunga sette anni tra le cliniche per la fertilità e la gestazione per altri, fino alla meta finale nell’Arkansas. È un libro che affronta senza idealizzazioni il desiderio di maternità e le forme che la famiglia può assumere, un tema che attraversa molta della scrittura contemporanea sulle relazioni e sui legami che scegliamo di costruire.

Dieci settimane di letture possibili, dunque, attraversando registri molto diversi tra loro, dal romanzo corale al racconto, dalla pagina autobiografica al classico riscoperto. Per chi segue da vicino l’editoria indipendente e le voci che lavorano fuori dai grandi cataloghi, vale la pena tenere d’occhio anche le proposte di realtà come Subway Press, dove spesso nascono le storie che troveremo recensite nei mesi a venire. Dopo le Nuove storie di giugno, questa rassegna tornerà con la selezione delle uscite di luglio piene: nel frattempo, c’è già abbastanza da riempire una valigia.

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Allison Lister