
Salone del Libro di Torino 2026: 254mila visitatori e un’edizione che guarda ai più giovani
C’è un dato che, più di ogni altro, dice molto sull’edizione appena conclusa del Salone Internazionale del Libro di Torino: dei 254mila visitatori che hanno attraversato i padiglioni del Lingotto Fiere tra il 14 e il 18 maggio, quasi la metà aveva meno di trentacinque anni e quasi un quarto non superava i venticinque. La trentottesima edizione, intitolata «Il mondo salvato dai ragazzini» — il titolo che Elsa Morante diede alla sua raccolta del 1968 —, ha messo al centro proprio l’età che la manifestazione di solito fatica a portare tra gli stand, e i numeri raccolti alla chiusura raccontano che la scommessa editoriale è andata a buon fine.
La crescita rispetto al 2025 è stata di 23mila ingressi, vicino al dieci per cento in più, con una media teorica di poco più di 50mila presenze al giorno. Per la prima volta nella storia del Salone il giovedì inaugurale ha superato le 40mila presenze, il venerdì le 50mila e il sabato le 70mila, mentre la partecipazione delle scuole è arrivata a 34.500 ingressi, in aumento del venticinque per cento sull’anno precedente. Sono cifre che vanno lette accanto alla provenienza del pubblico: il 62% dei visitatori arrivava da fuori Torino e il 51% addirittura da fuori dal Piemonte, segno che la manifestazione conserva un richiamo di portata nazionale.
Sul piano organizzativo, l’edizione 2026 ha contato oltre mille spazi espositivi, trentasei sale dedicate agli incontri e otto laboratori, con il quaranta per cento degli appuntamenti in calendario esaurito e circa 132mila persone presenti agli incontri nelle sale. A questa cornice si è aggiunto il Salone Off, la rassegna diffusa che porta autori e presentazioni fuori dal Lingotto, con oltre 1.100 appuntamenti distribuiti in quasi 400 spazi tra biblioteche, musei, scuole e quartieri di Torino e del Piemonte.
Resta la domanda che il titolo morantiano poneva fin dall’inizio. Affidare un’intera edizione ai ragazzini significava costruire un programma capace di parlare a un pubblico che legge in modo diverso da quello adulto, che si muove tra narrativa per ragazzi, fumetto e graphic novel con la stessa naturalezza con cui frequenta i social, e che chiede agli editori storie pensate davvero per lui. Il dato sulle scuole, cresciuto di un quarto in dodici mesi, suggerisce che la direzione intrapresa abbia intercettato un bisogno reale, e che l’investimento sui lettori più giovani possa diventare una linea stabile dei prossimi anni.
Per chi scrive, un’edizione così frequentata offre più di una suggestione. La presenza di un pubblico giovane e in movimento conferma che la domanda di storie resta alta, e che il lavoro sulla voce e sulla costruzione del racconto — il mestiere di cui parlo spesso in questo blog, da ultimo a proposito del narratore inattendibile — trova ancora un terreno fertile. Le sale piene degli incontri sulla narrativa di genere, dall’horror al thriller fino alla fantascienza, raccontano lettori che cercano testi costruiti con cura e che premiano gli autori capaci di tenere insieme la tensione del racconto e la precisione della scrittura. Se cerchi spunti di lettura in questa direzione, trovi una selezione ragionata nella sezione Recensioni del blog.
Il Salone ha già fissato l’appuntamento successivo: la trentanovesima edizione si terrà dal 13 al 17 maggio 2027, con la letteratura catalana come ospite d’onore e il Lazio come regione ospite. La presenza catalana, annunciata con uno stand dedicato e una ventina di autori attesi tra narrativa, fumetto e letteratura per ragazzi, prolunga idealmente il discorso aperto quest’anno e conferma la vocazione internazionale di una manifestazione che, anno dopo anno, allarga il proprio raggio. Il programma e i dati completi dell’edizione 2026 sono consultabili sul sito ufficiale del Salone e nella cronaca della chiusura pubblicata da ilLibraio.it.
Per ora restano i 254mila ingressi di un’edizione che ha scelto di guardare ai più giovani e che ha trovato conferme nei numeri. Una buona notizia per chi i libri li scrive, li pubblica e li legge.
