
5 libri per chi ha amato Lucky (Apple TV): storie di truffatrici
Una donna arriva in una città dove nessuno la conosce, apre la bocca e inventa chi è. Funziona per settimane. Poi qualcuno le chiede una cosa piccola, banale, che lei non aveva previsto. Quel momento lì è il motivo per cui continuiamo a leggere romanzi sulle truffatrici.
Il 15 luglio è arrivata su Apple TV Lucky, miniserie in sette episodi con Anya Taylor-Joy, Annette Bening, Timothy Olyphant e Aunjanue Ellis-Taylor, firmata da Jonathan Tropper. Gli episodi escono uno alla settimana e la storia si chiude tutta dentro una stagione. Se l’hai finita e adesso ti serve qualcosa da leggere, qui trovi cinque romanzi che stanno sullo stesso terreno: identità false, vite prese in prestito, persone che devono reggere una bugia lunga giorno per giorno.
Tutti i titoli sono disponibili in italiano, con editore e traduttore indicati. Il primo è il romanzo da cui la serie è nata.
Da dove viene Lucky
La serie è tratta da un romanzo di Marissa Stapley, autrice canadese di Toronto, uscito nel 2021 per Simon & Schuster. La protagonista si chiama Luciana Armstrong, per tutti Lucky. È cresciuta con un padre truffatore, ha imparato a mentire prima di imparare qualsiasi altra cosa, e quando la incontriamo è in fuga dopo un colpo finito male. Ha in tasca un biglietto della lotteria vincente: per incassarlo dovrebbe presentarsi da qualche parte con un documento e una faccia, e nessuna delle due cose può permettersela.
Nel dicembre 2021 il libro è stato scelto da Reese’s Book Club, il club di lettura di Reese Witherspoon, ed è stato il primo titolo canadese entrato in quella selezione. Witherspoon compare anche tra i produttori della serie.
Una precisazione utile: parecchie recensioni uscite in queste settimane hanno segnalato quanto l’adattamento si allontani dal libro. Conviene prendere le due cose come oggetti separati. Il romanzo ti racconterà un’altra strada, e ti darà la voce di Lucky, che è la ragione per cui la storia esiste.
Il criterio dei cinque titoli che seguono nasce da lì: romanzi in cui qualcuno si costruisce una vita che non gli appartiene e deve tenerla in piedi mentre il terreno sotto i piedi si assottiglia.
1. Lucky. La ladra — Marissa Stapley
TRE60, traduzione di Maria Carla Dallavalle. Titolo originale Lucky (Simon & Schuster, 2021).
Trova Lucky. La ladra su Amazon
Quello che il romanzo fa bene, e che nella trasposizione per forza di cose cambia, è il tempo lungo. Lucky diventa una truffatrice da bambina, un gesto alla volta, dentro l’educazione che riceve da suo padre. Il libro ti fa vedere quell’apprendistato, e quando arrivi al presente della storia hai già capito perché lei reagisce in un certo modo.
C’è un dettaglio che interessa parecchio da scrittrice. In una storia di truffe il colpo è la parte meccanica: chi fa cosa, in quale ordine, cosa va storto. La parte difficile da scrivere arriva dopo, quando la protagonista deve stare ferma. Stapley ci passa parecchie pagine: Lucky in albergo, Lucky che conta i soldi, Lucky che decide se telefonare a qualcuno. Sono le pagine in cui il personaggio smette di essere una funzione della trama e diventa una persona.
A chi lo consiglio: a chi ha finito la serie e vuole restare in quel mondo, e a chi legge thriller e si stanca delle protagoniste senza passato.
2. Il talento di Mr. Ripley — Patricia Highsmith
La nave di Teseo. Prima edizione originale: 1955.
Trova Il talento di Mr. Ripley su Amazon
La situazione di partenza si racconta in tre righe. Tom Ripley è un giovane newyorkese senza soldi e senza prospettive. Un uomo ricco, il signor Greenleaf, lo manda in Italia con una missione: convincere suo figlio Dickie a tornare a casa. Ripley parte, e quello che succede in Italia è il romanzo.
Highsmith fa una cosa che nel 1955 era spregiudicata e che ancora oggi funziona: ti mette dentro la testa di Ripley e ti lascia lì, senza una voce morale di riferimento a cui aggrapparti. Segui lui, ragioni con i suoi ragionamenti, e a un certo punto ti accorgi di essere in ansia per le stesse cose per cui è in ansia lui. È una forma di complicità che il lettore si ritrova addosso senza averla chiesta — e su come si governa quello che il lettore sa ho scritto un pezzo apposta, Costruire la suspense e governare ciò che il lettore sa.
Il personaggio ha poi avuto una lunga vita al cinema, passando per le mani di Wim Wenders, Anthony Minghella e Liliana Cavani, e Highsmith gli ha dedicato altri romanzi. Il primo resta quello che regge tutto. Della stessa autrice vale la pena recuperare anche Carol, pubblicato nel 1952 con lo pseudonimo Claire Morgan, che sta agli antipodi di Ripley e mostra quanto fosse ampia la sua gamma.
A chi lo consiglio: a chi scrive, perché la tecnica della falsa identità qui è descritta in modo quasi manuale — firme, documenti, voci al telefono, gestione delle persone che potrebbero riconoscerti.
3. Ladra — Sarah Waters
Ponte alle Grazie, traduzione di Fabrizio Ascari, 516 pagine. Titolo originale Fingersmith (2002).
Trova Ladra su Amazon
Per me è il più bello dei cinque. Sue Trinder è un’orfana cresciuta a Londra dentro un giro di ladri e piccoli criminali. Le viene proposto un lavoro: entrare come cameriera personale al servizio di Maud Lilly, una giovane donna ricca e tenuta lontana dal mondo, e aiutare un uomo a farla innamorare, a sposarla e a impadronirsi della sua eredità. In cambio, duemila sterline.
Quello che succede dopo si scopre leggendo. Vale però la pena dire com’è costruito il libro, perché la costruzione è il punto: Waters lavora sul controllo dell’informazione, decide con precisione cosa sa Sue, cosa sa Maud e cosa sai tu, e sposta quei tre livelli in momenti calcolati. Il risultato è che rileggi certi capitoli e li vedi cambiare significato sotto gli occhi. Sullo stesso terreno tecnico lavora anche il ritmo del racconto tra scena, sommario, ellissi e pausa.
E poi c’è la questione che rende questo romanzo diverso da tutti gli altri della lista: la relazione tra le due protagoniste. Waters è una scrittrice britannica del 1966, ha studiato letteratura inglese, ha vinto il Somerset Maugham Award e ha costruito buona parte della sua opera sulla narrativa lesbica ambientata nell’Ottocento. Qui il desiderio tra Sue e Maud funziona come il meccanismo che manda in crisi la truffa. Chi inganna si affeziona, chi si affeziona sbaglia i tempi: è così che si rompono i piani perfetti.
Il romanzo ha avuto due trasposizioni notevoli, entrambe raccontate sul mio diario: la miniserie BBC Fingersmith del 2005 e Mademoiselle di Park Chan-wook, che sposta l’azione nella Corea occupata dai giapponesi.
A chi lo consiglio: a chiunque. Se leggi narrativa queer è un titolo da avere; se non ne leggi, resta uno dei migliori romanzi d’inganno degli ultimi trent’anni.
4. L’amore bugiardo — Gone Girl — Gillian Flynn
Rizzoli, poi in edizione BUR.
Trova L’amore bugiardo su Amazon
Questo lo conoscono in tanti, e proprio per questo vale la pena rimetterlo in fila con gli altri. Amy Dunne scompare il giorno del quinto anniversario di matrimonio. Suo marito Nick diventa il sospettato. La stampa si muove, i vicini parlano, e la storia arriva da due parti: il racconto di Nick e le pagine del diario di Amy.
Il romanzo è entrato nel discorso comune per il colpo di scena, e ridurlo a quello è un peccato. La cosa davvero interessante sta altrove: Flynn scrive un libro sull’immagine pubblica, su come si costruisce la versione di sé che gli altri consumano. Nick deve imparare a fare la faccia del marito addolorato davanti alle telecamere, e non ci riesce, e questo lo condanna più di qualsiasi prova. Amy invece quella competenza ce l’ha da sempre.
È questo che lo tiene dentro una lista sulle truffatrici. Qui la merce falsificata è la reputazione, che nel ventunesimo secolo resta la valuta più difficile da fabbricare e la più facile da distruggere.
Avvertenza onesta: è un libro cattivo, con personaggi sgradevoli e un matrimonio raccontato senza pietà. Se cerchi qualcuno per cui fare il tifo, guarda altrove.
5. L’ospite — Emma Cline
Einaudi, collana Stile libero Big, traduzione di Monica Pareschi, 280 pagine. Titolo originale The Guest (2023).
Trova L’ospite su Amazon
Cambio completamente registro. Alex ha ventidue anni e si mantiene grazie agli uomini che la ospitano. Quando il romanzo comincia sta vivendo nella villa di Simon, un uomo molto più grande di lei, in una comunità di case sulla costa dove la gente arriva per l’estate. Poi Simon la mette alla porta. Alex resta senza un posto dove andare e senza soldi veri, e decide di rimanere lì lo stesso: passa da una casa all’altra, da una festa all’altra, dicendo a ognuno di essere l’ospite di qualcun altro.
Qui tutta la meccanica del genere sparisce. Restano una ragazza e una settimana da attraversare, con l’unico strumento che ha imparato a usare: l’imbarazzo delle persone perbene, che non chiedono mai davvero chi sei.
Cline scrive un tipo di tensione molto particolare, fatta di piccole cose sbagliate. Un asciugamano preso senza permesso. Una frase detta a una persona che ne conosce un’altra. Ogni pagina alza di un grado la sensazione che questo non possa reggere ancora a lungo, e la scrittrice resiste alla tentazione di farlo crollare in fretta. Emma Cline aveva esordito con Le ragazze nel 2016; per Einaudi ha pubblicato anche Harvey e Daddy.
A chi lo consiglio: a chi ha amato di Lucky la parte in cui la protagonista deve semplicemente esistere in un posto in cui non dovrebbe essere.
In breve
- Lucky. La ladra — Marissa Stapley, TRE60
- Il talento di Mr. Ripley — Patricia Highsmith, La nave di Teseo
- Ladra — Sarah Waters, Ponte alle Grazie
- L’amore bugiardo — Gone Girl — Gillian Flynn, Rizzoli
- L’ospite — Emma Cline, Einaudi
Di questi cinque, quale prenderesti per primo? E quale libro sulle truffatrici manca in lista? Scrivimelo nei commenti, qui o sotto il video: le prossime liste le costruisco anche con i vostri titoli.
I link ad Amazon sono affiliati: se acquisti da lì il prezzo per te resta lo stesso e il blog riceve una piccola percentuale, che serve a tenerlo in piedi.
