
Marta ha quarant’anni, ha chiuso una relazione, ha lasciato l’Italia ed è a casa dal lavoro per burnout. È nelle sue notti — fra locali, pasticche e passi inconcludenti — che incrocia la storia di Andreas Lubitz, il copilota che nel 2015 fece schiantare un aereo della Germanwings, il volo 9525. Su questa coincidenza si costruisce Niente da dichiarare, secondo romanzo di Giulia Sara Miori, in libreria per Marsilio dal 24 aprile 2026.
Riassumo qui la sinossi pubblicata da Marsilio, senza sovrapporre interpretazioni mie. Marta, una donna sui quarant’anni, ha chiuso una relazione e cercato all’estero — raggiungibile col treno o con l’aereo — uno spazio di vita più ampio. Si rende conto, scrive l’editore, che l’unica cosa che non le manca in una vita senza sorprese è l’alienazione dovuta al lavoro: condizione che oggi si chiama burnout, e per cui si va dal medico, e che le permette di restare a casa con parte dello stipendio. La libertà dal giogo lavorativo, prosegue la scheda Marsilio, non le solleva lo spirito. È nelle notti — fra locali notturni, passi inconcludenti, pasticche per rimettersi in sesto — che Marta si imbatte nella storia di Andreas Lubitz, il pilota che nel 2015 fece dirottare verso la morte un aereo della compagnia Germanwings, il volo 9525, suicidio e omicidio di tutti i passeggeri e dell’equipaggio. Anche Lubitz, sottolinea l’editore, soffriva di burnout e sognava di diventare famoso. La domanda con cui la scheda chiude la sinossi è secca: cos’ha a che spartire la vita di Marta con la discesa del volo 9525?
Marsilio inquadra il romanzo lungo due assi letterari espliciti: Stupore e tremori di Amélie Nothomb, per il versante dell’alienazione del lavoro in una grande azienda, della competizione e del rapporto coi capi e coi pari, e Erostrato di Jean-Paul Sartre, per quello della strage compiuta per giungere alla ribalta della cronaca. Tra questi due poli, scrive l’editore, Niente da dichiarare sottolinea la violenza surreale vestita da carriera e aspettative nella quale viviamo.
Giulia Sara Miori è nata in Sicilia e ha trascorso infanzia e adolescenza a Trento. Dal 2001 vive a Milano, dove si è laureata in Lettere; da diversi anni vive e lavora a Utrecht. Ha esordito nel 2021 con la raccolta di racconti Neroconfetto per Racconti edizioni; nel 2024 ha pubblicato il suo primo romanzo, La ragazza unicorno, sempre per Marsilio. Niente da dichiarare è il suo secondo romanzo. (Bio dalla scheda autrice Marsilio.)
Questa è una scheda informativa basata sulla sinossi e sulla scheda autrice pubblicate da Marsilio Editori. Non è una recensione critica: la lettura del libro è in corso e la recensione completa, con valutazione e commento sul testo, sarà pubblicata in seguito e segnalata in cima a questa pagina con un link al pezzo.
Per chi ama Stupore e tremori di Amélie Nothomb e Erostrato di Jean-Paul Sartre — ascendenze indicate dall’editore.
Un romanzo sul burnout come categoria mediale e morale, fra alienazione del lavoro e cronaca nera.